Il desiderio sessuale ed il trascorrere del tempo


L’atto di desiderare il sesso
è funzione di diversi segnali, interni ed esterni, attivi in misura diversa durante tutto il ciclo di vita. L’appetito sessuale è in parte attivato da un programma neuroendocrino che orienta l’individuo alla ricerca di un partner disponibile. Oltre a quello biologico, conosciamo altri canali importanti che convogliano segnali atti ad attivare il desiderio sessuale; esso è infatti frutto anche di pensieri ed emozioni che la mente produce in modo spontaneo, rielaborando eventi, immagini, sensazioni e significati.

La possibilità di orientare il desiderio sessuale verso qualcuno e di modularlo all’interno di una relazione interpersonale è il frutto di esperienze ed occasioni favorevoli accorse durante tutte le fasi evolutive. I fattori visivi, olfattivi, tattili, possono essere dei potenti segnali di corteggiamento come anche alcuni codici specifici di appartenenza o personali giocati nella relazione. Tali segnali vengono attuati in relazione con i principi etici e sociali che regolano il comportamento del singolo individuo.

Durante l’adolescenza e i primi anni dell’età adulta, il desiderio sessuale tende ad essere costante nel tempo tra le due persone. Con il proseguire dell’età diventa sempre più difficile che due persone abbiano voglia di fare l’amore proprio nello stesso momento. Oggi per fare l’amore si ritiene necessario volerlo in due, quindi è importante che i partners riconoscano un obiettivo e si attivino per raggiungerlo insieme. E’ naturale che a volte si sia presi da alcuni pensieri, come l’idea di non dover chiedere mai, o dal desiderio di sottomettere o farsi sottomettere, ma, se eccessivi, tali sbilanciamenti possono far pressione sulla disponibilità del partner, diventando cosi manipolativi e inaccettabili.

L’eccitazione non presenta un andamento lineare in nessuna fase del ciclo di vita, ma con il progredire dell’età le sue fluttuazioni diventano più evidenti. Al contrario di come molti pensano, non essere eccitati prima di fare l’amore o esserlo poco in certi momenti, mentre lo si sta facendo, non significa non essere più attratti dal proprio partner o essere troppo vecchi per un intensa vita sessuale. Con il passare degli anni è necessario aspettarsi una maggiore lentezza nel rispondere agli stimoli e una maggiore instabilità dell’erezione e della lubrificazione vaginale. Verificata l’assenza di patologie organiche è importante saper attribuire a questi eventi significati fisiologici ed evolutivi.

L’eccitazione è funzione sia dell’adeguatezza degli stimoli ricevuti dagli organi genitali in termini di modalità, intensità e durata (eccitazione riflessa), sia dal piacere che si sperimenta emotivamente e cognitivamente nel qui ed ora dell’attività intrapresa. In giovane età si può osservare come l’eccitazione psicogena preceda quasi sempre quella riflessa. Con il passare degli anni, invece, sarà la risposta riflessa ad avere il sopravvento, e ogni coppia dovrà sostituire l’eccitazione mentale con una più diretta e prolungata degli organi genitali.

Con il passare dell’età, il periodo tra un’eiaculazione e la successiva tende ad aumentare. A volte gli uomini si spaventano all’idea di non essere ancora pronti per il secondo coito, e si sforzano per avere nuovamente l’erezione attivando in questo modo il sistema parasimpatico che la inibisce. Tale fatto viene spesso interpretato come un irreversibile declino dovuto alla vecchiaia e non come un meccanismo psicogeno dovuto al timore di non riuscire o di invecchiare.

Il sistema che regola i meccanismi di allarme predispone l’attivazione della branca ortosimpatica creando una situazione svantaggiosa e a volte incompatibile con l’attivazione o il mantenimento dell’eccitazione sessuale. Così l’ansia da prestazione, i sensi di colpa, la rabbia verso il partner, la difficoltà ad abbandonarsi al piacere, la vergogna, la paura di non avere l’erezione al momento giusto, entrano nel circuito di allarme e lo alimentano, impedendo così l’eccitazione. Dal punto di vista evolutivo, inibire il comportamento sessuale in assenza di pericolo è un sistema utile per garantire la sopravvivenza dell’individuo, ma gli esseri umani a volte hanno teorie particolari sul senso di pericolo, con il rischio di perdere obiettività e di attivare il sistema antagonistico per paure a volte irreali o perlomeno non legate all’esperienza presente.

Se senti il bisogno di un supporto psicologico non esitare a contattarmi: aspettare non è mai una buona idea. Compila il form e fissiamo un appuntamento