Fare una diagnosi clinica è un delle operazioni più complesse da fare nell’ambito della salute mentale.
Partiamo dalle definizioni di “pazzo”, attributo dato spesso nella storia ai vari personaggi scomodi o di cui non si comprendono le azioni.
Spesso la diagnosi è fatta a posteriori dai nemici del soggetto in questione.
Vedi l’esempio di Nerone: se si va a leggere la storia non era poi così folle, i suoi comportamenti autoritari erano simili a quelli di altri imperatori non giudicati allo stesso modo.
Hitler? Un pazzo? Se non ci fossero stati milioni di tedeschi che obbedirono ai suoi ordini, non avrebbe potuto fare nulla. Erano tutti pazzi? Nella famosa opera “La banalità del male”, Hannah Arendt, si occupò del processo al gerarca nazista Adolf Eichmann, questo si disse innocente e che “Obbediva solo a degli ordini.”
Il genocidio degli Ebrei, un crimine contro l’umanità, ma è fin dalla Bibbia che si dice di distruggere i popoli nemici, i Romani distrussero letteralmente Cartagine e ancora nel Medioevo era pratica comune distruggere le città del nemico vinto.
Non si vuole giustificare azioni ingiustificabili, ma ricordiamoci che la storia la scrive chi vince.
Ancora oggi chi nella politica è il nemico viene considerato pazzo, prima era Putin, oggi anche Trump. Entrambi hanno le loro ragioni per quello che fanno e non è possibile far loro una diagnosi clinica.
Torniamo indietro al concetto di follia: questo cambia con il mutare dei secoli e delle società. Un tempo chi non rispettava i costumi sociali era giudicato pazzo e rischiava la morte.
Pensiamo al caso delle streghe, che probabilmente erano semplicemente donne che utilizzavano rituali “pagani” non accettati dalla Chiesa ufficiale.
Quindi bisogna accordarsi su cosa si intende con il termine folle.
Si è cominciato a farlo a inizio ‘900 con i primi manuali diagnostici, accettati dalla comunità scientifica. Per semplificare, oggi il manuale più usato a livello mondiale è il DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), redatto dall’Associazione Psichiatrica Americana.
Il folle forse oggi è lo schizofrenico che ha i seguenti sintomi principali:
– delirio: convinzioni false, ma non razionalizzabili,
– allucinazione: percezioni errate considerate reali, sente le voci,
– disordine percettivo, ideativo o del comportamento.
Oggi con lo spopolare di internet tutti si ritengono in grado di fare diagnosi e spesso usano impropriamente dei termini.
Ad esempio si parla di “persona narcisista”, intendendo una persona piena di sé.
In realtà il “Disturbo narcisistico di personalità” è una malattia pervasiva e molto grave. Il soggetto soffre molto, ha un grande vuoto interno che cerca di riempire con conferme continue che non gli bastano mai, anche se all’esterno si dimostra come una persona brillante e seduttiva.
Il termine ormai colloquiale “è bipolare”, definisce una persona ambivalente, che prova emozioni contrastanti rispetto ad un evento.
Il “disturbo bipolare” è una malattia dell’umore in cui una persona alterna fasi più o meno lunghe di grandiosità, in cui si sente il migliore del mondo, a lunghe fasi depressive, in cui a volte fatica anche ad alzarsi solo dal letto e si sente una nullità.
Allora lasciamo fare diagnosi a chi è competente: Psicologi o Psichiatri, che conoscono le varie diagnosi possibili e gli strumenti per farle.

