Tutti i bambini reagiscono ai conflitti tra i genitori, manifestando emozioni come:
– paura
– rabbia
– angoscia.
Possono inoltre assumere diversi ruoli:
– cercare di mediare
– schierarsi con un genitore
– ritirarsi dalla situazione.
Il modo in cui rispondono a questi conflitti influisce in modo significativo sul loro adattamento psicologico.
Un’elevata esposizione a conflitti genitoriali è associata a un maggior rischio di sviluppare difficoltà emotive e comportamentali, come:
– ansia
– depressione
– ritiro sociale
– aggressività
– problemi scolastici.
Anche il contesto familiare incide: livelli alti di conflitto risultano più dannosi persino rispetto a situazioni di separazione con minore conflittualità.
Le conseguenze riguardano entrambi i sessi, anche se possono manifestarsi in modo diverso.
Quando i genitori sono assorbiti dal conflitto e trascurano i bisogni emotivi dei figli, ciò può configurarsi come una forma di negligenza o violenza psicologica.
Al contrario, una buona co-genitorialità – cioè la capacità dei genitori di collaborare e mantenere un ruolo educativo condiviso nonostante i conflitti – può proteggere il benessere dei figli e favorire un ambiente più sano per il loro sviluppo.
A cura della Dott.ssa Zucchi

