Il 25 Aprile è la giornata della Liberazione, ricorda quella del 1945. Dobbiamo avere la memoria del passato per capire chi siamo oggi.
La Liberazione è stata una guerra, contro uno stato dispotico e antiliberale, un’esigenza nata dal sé interiore di una generazione costretta a vivere sotto la minaccia costante di un potere senza confini.
Stiamo parlando del fascismo.
L’odio verso questo sistema era tale che il cadavere di Mussolini, il capo di questo sistema, fu esposto a testa in giù insieme a quello della sua amante Clara Petacci, come estremo gesto di derisione, proprio a Milano a Piazzale Loreto, dopo aver tolto i cadaveri ancora caldi di 15 partigiani impiccati da poco.
Fu quelle che divenne poi il presidente più amato d’Italia, Sandro Pertini, allora capo del CLN (Comitato Liberazione Nazionale), a far tirare giù i due cadaveri, per evitarne lo scempio dei cadaveri…
L’identità di una nazione si basa sulla propria memoria storica, che va quindi ricordata, tramite le varie commemorazioni. E forse il 25 Aprile è una delle date più importanti per l’Italia, perché l’Italia fonda la propria identità sull’Antifascismo e decide di essere uno stato democratico.
I partigiani sono stati i protagonisti di questa battaglia, erano ragazzi e ragazze di 15, 16 e 17 anni. Questi hanno preso parte, si sono schierati, contro il fascismo a rischio della propria vita. E hanno vinto, hanno abbattuto il sistema che li opprimeva e se oggi possiamo parlarne è grazie a loro e ai loro sacrifici.
Oggi possiamo anche noi essere partigiani nella nostra vita, cioè prendere parte, evitare l’indifferenza e schierarci almeno contro le piccole ingiustizie della nostra vita quotidiana.

