Genitori e dei lavoratori
Essere genitori e dei lavoratori a tempo pieno può essere terribilmente complicato.
Torni a casa la sera stanco, dopo tutta la giornata trascorsa a lavoro. Apri la porta e finalmente puoi abbracciare i tuoi bambini. Loro corrono verso di te, sono felici di vederti! Anche per loro è stata una giornata intensa tra il nido o la scuola, i nonni e il tempo trascorso senza i genitori.
Ma l’idillio sembra finire presto: i bambini iniziano ad urlare, a fare i capricci, a litigare tra loro, insomma fanno tutto quello che non dovrebbero. Ti ritrovi anche tu ad urlare, urli e minacci, impartisci ordini. Ma i tuoi figli ti ignorano e continuano a comportarsi come meglio credono. Sei frustrato. Siete frustrati. Perché siete in due come genitori ed entrambi siete distrutti. La frustrazione cede il passo alla rabbia, che non vi fa sentire bene e non vi fa ottenere grossi risultati con i vostri figli. Infine il senso di colpa e la vergogna: non sono un bravo genitore, non so cosa fare con mio figlio, odio doverlo lasciare solo per tutta la giornata a causa del lavoro.
Senso di colpa
Il senso di colpa può portarvi a mettere in atto scelte disfunzionali come l’essere eccessivamente indulgenti con i vostri figli e concedergli tutto ciò che desiderano. E la frustrazione e la rabbia potrebbero condurvi ad essere eccessivamente punitivi con i vostri bambini.
La punizione andrebbe evitata il più possibile poiché elicita sentimenti di rancore, rabbia e frustrazione non solo in chi la riceve ma anche in chi la somministra: può degenerare il rapporto tra figlio e genitore. Inoltre insegna ciò che non va fatto ma non stimola un comportamento migliore. Infine voi rappresentate il modello dei vostri figli: se reagirete con rabbia e punendoli loro impareranno a fare lo stesso con gli altri. Se invece gestirete in modo funzionale i capricci e i litigi, aiuterete il bambino ad esprimersi in modo più funzionale ed accrescerete la sua autostima e le sue capacità sociali.
Calma!
Quindi, dinanzi allo scenario apocalittico dei vostri figli che urlano e strepitano ricordate di respirare: coltivate in voi un senso di calma. Ricordate a voi stessi che siete perfettamente in grado di gestire la situazione. Osservate bene cosa sta accadendo: perché il bambino fa i capricci? Perché urla? Cosa è successo prima? E cosa ottiene in questo modo? Quali vantaggi ha? Come reagite solitamente? E qual è la reazione di vostro figlio?
Analizzando la situazione potrete scoprire come disinnescare la bomba. Forse il bambino si sente trascurato e ha capito che urlando e correndo per casa otterrà la vostra attenzione, anche se sotto forma di rimproveri. Forse fa i capricci quando non vuole fare qualcosa che gli chiedete perché sa che alla fine cedete, e quindi ha imparato che con i capricci otterrà ciò che desidera.
Il tempo di qualità
Analizzata la situazione mettete in atto un comportamento diverso: trascorrete più tempo di qualità con il vostro figlio. Non importa se riuscite a dedicargli solo un’ora del vostro tempo al giorno, fate che quell’ora sia grandiosa! Conta più la qualità della quantità del tempo trascorso assieme. E smettetela di accontentare vostro figlio pur di non ascoltare le sue lagne. Anche voi avete imparato che accontentandolo lui smette di tediarvi, ma così questo schema non si spezzerà mai. Siate fermi e decisi, non servono urla. Spiegate ciò che desiderate e premiate il comportamento desiderato. Prima di raggiungere l’obiettivo il bambino esaspererà i suoi capricci, ma se non gli presterete attenzione lui pian piano smetterà. Ricordate sempre che anche i vostri rimproveri rappresentano una forma di attenzione sociale, il rinforzo più potente che ci sia.
Per cui imparate a gestire le vostre emozioni e non verrete travolti né da quelle di vostro figlio né da quelle di nessun altro. Imparate a capire come poter migliorare la vostra giornata e il vostro umore PRIMA di entrare in casa e apportate i cambiamenti necessari. Questo farà bene alla vostra famiglia, ma soprattutto a voi stessi.

