Se ti tagli non vale

L’adolescenza

L’adolescenza è una fase della vita estremamente complessa in quanto rappresenta il momento di transizione tra fanciullezza ed età adulta. In questa fase i genitori condividono la casa un* piccol* adult* con sbalzi d’umore spesso evidenti, messa in discussione delle figure genitoriali e ricerca della propria identità ed indipendenza. In questa fase il rapporto con i pari diventa fondamentale nella vita dell’adolescente.

La complessità di questa fase di vita associata a una scarsa padronanza delle proprie emozioni conduce sempre più adolescenti all’autolesionismo.

Il cutting (tagliarsi)

In particolare molto diffuso è il fenomeno del “cutting” ossia il procurarsi tagli sulla pelle. Ma perché così tanti adolescenti si tagliano? La prima preoccupazione dei genitori è quella che possa indicare un forte desiderio di morire. In realtà spesso il cutting rappresenta esattamente l’opposto: il desiderio di vivere, di esistere, di manifestare/confermare la propria identità.

Le cause

Le cause più frequenti sono le seguenti:

• Contrastare la sofferenza emotiva e recuperare un senso di controllo: spesso il dolore emotivo è vissuto come troppo intenso e senza una fine, ci sentiamo in balia delle nostre emozioni, come se fossero loro a controllare noi. In questo senso procurarsi delle ferite fisiche implica il poter osservare il proprio dolore, rendendolo più controllabile.

• Ribellione e affermazione della propria identità spesso in contrapposizione a quella dei propri genitori. Questo avviene sopratutto quando i genitori sono molto intrusivi e direttivi.

• Attirare attenzioni ed esprimere un disagio

• Conflittualità famigliare e non sentirsi compresi

• Bassa autostima e senso di inadeguatezza, solitudine, rifiuto: in adolescenza il parere dei pari è importantissimo. Chi è vittima di bullismo, o viene isolato dai propri compagni oppure subisce un rifiuto (ad esempio la rottura di una relazione) potrebbe gestire la propria sofferenza con l’autolesionismo

• Traumi, abusi o presenza di condizioni cliniche come la depressione, il disturbo bipolare, il disturbo ossessivo-compulsivo, ecc…

• Pressione sociale: spesso un* ragazz* potrebbe essere spint* a provare il cutting su pressione di un* compagn* oppure tramite la frequentazione dei social network in cui spesso vengono pubblicati video, foto e “challange” sul tagliarsi o sul procurarsi dolore fisico. Incredibilmente fa moda.

• Piacere: ricerche hanno dimostrato come il procurarsi delle ferite produca piacere e una sensazione di benessere a causa della stimolazione di alcuni ormoni.

• Cutting come rinforzo positivo: Il problema è che nel breve termine il cutting funziona: abbassa l’ansia e il disagio emotivo, comunica e manifesta sofferenza, dona un senso di piacere. È per questo che rappresenta un rinforzo positivo, inducendo una reiterazione del gesto e una sua generalizzazione.

Procurarsi dolore fisico

Oltre al cutting e quindi al gesto di tagliarsi la pelle, esistono altri modi in cui gli adolescenti si procurano dolore fisico: il bruciarsi la pelle con accendini o sigarette (“Burning”), il colpirsi ripetutamente soprattutto testa e petto, lo sbattere parti del corpo contro un muro, il graffiarsi, il tirarsi dei morsi o dei pizzicotti.

COSA FARE

Se sei un genitore è importante NON GIUDICARE il/la propri* figli*. Molto probabilmente, se l’avete scopert* contro la sua voglia, proverà un forte senso di vergogna ed imbarazzo. Mostratevi aperti e disponibili a comprendere l’adolescente. Mostrate empatia: se vostr* figli* avesse già gli strumenti per gestire o comunicare il proprio malessere probabilmente non si taglierebbe. Per cui ascoltate e siate presenti, rendendovi disponibili al dialogo e all’accettazione in modo che vostr* figli* sappia che quando sarà pront* a parlarvi, voi sarete pronti ad accoglierl*. Eventualmente richiedete l’aiuto di un professionista.

La fatica di crescere

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